La GMG vista da più occhi 

Ormai sono passati già più di cento giorni dalla fine di questa esperienza, il tempo giusto per farla maturare adeguatamente e per ricevere delle risposte ai frequenti interrogativi che io e i miei coetanei ci ponevamo in Polonia. 

Visto che è stata una speciale occasione per conoscere persone nuove e intensificare il rapporto con chi già conoscevo, ho preferito non scrivere solo dal mio punto di vista e in prima persona. Ho scelto di “intervistare” i fortunati che hanno potuto condividere con me queste intense giornate!

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 Le tue aspettative sono state rispettate? 

Assolutamente si, anzi le mie aspettative sono andate ben oltre alla mia immaginazione. Sin dai primi momenti, la famiglia che ci ospitava (ogni famiglia ospitava due coppie di giovani italiani) è stata molto attenta e disponibile nei nostri confronti. Hanno subito voluto instaurare un rapporto di pace e di serenità per metterci a nostro agio. Anche con piccoli ma significativi gesti, come l’inno della GMG cantato sia in polacco che in italiano, durante le quotigeneralediane feste serali, con tanto di barbecue insieme ad altri vicini di casa, i quali ospitavano altri miei coetanei. Inoltre, ho notato il loro grande spirito di accoglienza: in poche parole, per loro, qualsiasi ospite aveva il volto di Gesù o comunque lo rappresentava in qualche modo. Di conseguenza, ci trattavano come un bene prezioso e raro. Infine, ci siamo salutati senza addii, ma con arrivederci: nonostante tutte le difficoltà del caso, proverò a ricambiare l’ospitalità.

Inno in italiano GMG

inno polacco GMG

Giulia

Che ne pensi della tua esperienza in Polonia?

Ero partita con propositi ambiziosi, avevo tanta voglia di mettermi in discussione e in gioco, di crescere come persona e spiritualmente. Ma purtroppo, è andata diversamente e le mie aspettative non sono state rispettate. In primis, la famiglia che ci ospitava non era educata: ci facevano sentire come un peso, tante volte non rispettavano gli accordi e gli impegni. Una volta, siamo dovuti ritornare a casa in treno e altre volte, rimediava il parroco del paese, il quale era molto disponibile e non prese bene il loro comportamento nei nostri confronti. E come se non bastasse, notavo che le altre famiglie trattavano molto meglio gli altri animatori e quest’ultimi, forse in buonafede, facevano notare in maniera troppo esplicita questa differenza. Per questi motivi, non sono riuscita a godermi in appieno la seconda settimana, anche se vivevamo tutti insieme in un asilo. Purtroppo, non si verificavafireno tante occasioni per riflettere su ciò che facevamo e quando potevamo farlo, ero troppo stanca per concentrami al meglio. Quindi, non sono riuscita a crescere spiritualmente. Inoltre, non sono riuscita a integrarmi bene con il gruppo, non ho instaurato un grande rapporto con i miei coetanei. Mi dispiace molto che sia andata così, era una grande occasione per maturare come persona.

Elena

• Quali sono stati i momenti più significativi? 

Conservo vari ricordi della GMG, da quelli personali a quelli in comune con gli altri animatori.

Questi sono i momenti significativi che mi porto orgogliosamente nel cuore:

– Le Spoglie di Pier Giorgio Frassati con tanto di messa annessa a lui dedicata durante il primo giorno a Cracovia, perché è stata una persona che ho sempre ammirato per il suo “stile di vita da ragazzo beato”. Mi ha fatto piacere, che anche lui era simbolicamente presente.

– Il primo discorso di Papa Francesco a Cracovia, perché realizzò un discorso molto intenso su tutte le persone che nel corso degli anni si sono perse, prendendo brutte strade non riuscendo più a trovare la retta via. Ciò mi ha fatto venire in mente parecchi coetanei che ho avuto l’opportunità 3di conoscere, incluso animati o animatori, i quali purtroppo si sono inesorabilmente persi;

– La visita nelle chiese di Wojtyla e Suor Faustina, sia per la bellezza che per l’effetto emotivo che ti trasmettono. Inoltre, durante il lungo cammino per arrivare ad esse, ho avuto l’occasione di riflettere intensamente facendomi una specie di esame di coscienza molto utile grazie ai vari appositi libretti che ci hanno donato nel kit;

– la Via Crucis, sia a livello di “spirito” che “artistico”, visto che ogni tappa di essa veniva rappresentata da pittori che disegnavano in maniera egregia e da varie scenette teatrali, le quali attiravano molto l’attenzione grazie alla loro cura di ogni minimo particolare;

– La Veglia finale, su molti ambiti è stata fantastica, sia a livello spirituale che estetico, culminato dalla magia delle candele che al buio davano un effetto magnifico. Ho ricevuto tutte queste emozioni nonostante la concentrazione ridotta, per via della naturale stanchezza racimolata in quel periodo;

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– Tutte le sere di questa esperienza, perché pensavo spesso a persone che purtroppo fisicamente non erano presenti in Polonia ma che si sentivano lo stesso la presenza; Inoltre, sempre di sera, cercavo di mettermi in contatto con queste determinate persone perché era una grande bellezza raccontare immediatamente ciò che mi accadeva o ciò che sentivo;

– I discorsi, sia con altri animatori che con i polacchi stessi. Tra noi ragazzi, ci siamo molto confidati raccontandoci pensieri mai espressi in precedenza. Molto intensa anche la scoperta tramite il fidanzato della ragazza che ci ospitava, della dura storia di questo stato. Incredibile la capacità di sofferenza di questa nazione. Basti pensare all’ultimo secolo, dalla sfavorevole posizione geografica durante le grandi guerre  visto che, la Polonia si trova proprio nel bel mezzo tra la Germania e la Russia (ex URSS), fino al comunismo di fine secolo che ha forse, maggiormente devastato il Paese più delle guerre stesse. Molto toccante il racconto dei negozi che in quel periodo vendevano solo carta igienica. Paradossale, anche il racconto di questo uomo, che nel corso della sua vita ha conosciuto solamente quattro o cinque atei polacchi, a differenza di noi italiani, nonostante la presenza del Vaticano.

Andrea

• Quali sono stati i momenti più duri della GMG?

All’andata, il viaggio è stato lunghissimo, visto che è durato più di ventiquattro ore! Siamo partiti insieme alla nostra unità pastorale (UP57) da Santena e già a Torino, ci siamo dovuti fermare per controlli molto approfonditi da parte dei carabinieri (era appena successo l’attentato a Monaco). Appena ripartiti, il pomeriggio l’abbiamo passato a conoscerci, mentre alla sera si verificavano i momenti più critici perché i sedili per dormire erano scomodi e riposare risultava un’utopia. Era più facile addormentarsi durante la mattina o la sera, anche per inerzia. Appena scesi definitivamente a Sosnowiec, la stanchezza pareva essere annullata grazie alla gioia dell’accoglienza da parte dei Polacchi. Il ritorno in Italia invece, era stato decisamente meno provante e il tragitto era durato molto meno rispetto al precedente.

Anche i pellegrinaggi sono stati molto intensi. Il più lungo, è durato circa 20 km, ma visto che si era verificato nella prima settimana e avevano ancora energie, non era stato il più difficile da intraprendere. Tant’è, che poi riuscii a giocare alla mattina ad una partita di Volley con ragazzi di tutto il mondo, dagli statunitensi agli spagnoli, dai ghanesi ai brasiliani. È stato un momento molto emozionante. E per concludere al meglio la giornata, di pomeriggio giocai una partita di calcio, sempre internazionale, purtroppo persa. Tuttavia una menzione d’onore per le ottime prestazioni in difesa di Paolo De Martino e in mediana dell’intervistatore ( l’intervistato mi rubò il posto in porta…). Ritornando seri, avevamo partecipato ad altri pellegrinaggi, abbastanza gestibili anche se purtroppo, avevano il punto del debole del fatto che non c’era silenzio, e quindi concentrarsi benePapa Francesco Polonia risultava un’impresa. Ma visto la quantità di gente che c’era, era difficile aspettarsi altro. Tuttavia, per porre un rammendo, sfruttavamo questi momenti per socializzare con gli altri animatori o con le guide. L’unico pellegrinaggio veramente tosto è stato l’ultimo a Cracovia per arrivare al Campus misericordia, dove poi svolgemmo la veglia. Perché era stato organizzato in maniera superflua e di conseguenza, parecchia gente sveni dal caldo terrificante che ci attaccava, tutto ciò tenendo anche conto che il pellegrinaggio durò parecchie ore, per via di una coda impressionante. Purtroppo, neanche i volontari polacchi erano d’aiuto, perché sapevano molto poco sul da farsi e su come risolvere la situazione e si limitavano a svolgere il loro “compitino” che poteva anche essere un banale “girate a destra”, quando in realtà, non riuscivamo nemmeno a muoverci. Le ambulanze, che avevo il compito di aiutare i poveri che non avevano più energie, passavano in mezzo alla folla e quindi si venivano a creare situazioni veramente pericolose. Inoltre, per concludere in bellezza, dopo varie ore di coda per il cibo, scoprimmo che era finito e quindi avevamo anche un grosso problema di nutrizione oltre che di disidratazione. Fortunatamente, riuscimmo a venire a capo a questa situazione e riuscimmo ad arrivare a destinazione.

Alessandro

Cosa hai provato ad ospitare due ragazzi italiani?

Era stato un bel periodo, il clima nella mia famiglia era fantastico grazie a loro due. Sono molto Amichevoli e simpatici e di conseguenza, hanno influenzato positivamente chiunque icasancontrassero. Spero che anche loro abbiano provato le mie stesse sensazioni! Tra di noi, riuscivamo a comunicare in inglese grazie a mia figlia di dieci anni che ci traduceva in polacco ciò che io e mio marito non capivamo.

Aga (la madre della famiglia che mi ospitava)

 Cosa hai provato ad aiutare un gruppo di italiani? 5

La risposta è semplice perché ho sempre voluto diventare una volontaria per aiutare, in particolare, amici da tutto il mondo! Inoltre, mi piace far conoscere a tutti un pezzo della mia Polonia! Mi auguro che voi abbiate conosciuto la parte migliore del paese.

 Quando ho scoperto che la GMG si sarebbe svolta in Polonia, fui felicissima e molto emozionata, perché è un evento che avrebbe dato molto rilievo alla nazione anche se ciò avrebbe significato prendersi parecchie responsabilità.grande

 Spero che mi ricapitino altre occasioni del genere per aiutarvi nuovamente in futuro e nel frattempo, continuerò ad aiutare persone come voi.

Małgosia (una ragazza volontaria nel mio gruppo)

 

 

 

 

Ricordo che tra tre anni in Panama ci sarà la prossima edizione, spero di andarci. Tuttavia,  sarà difficile parteciparvi per gli elevati costi e per il lungo viaggio.

ho deciso di concludere questo articolo con alcune significative foto per me, perché le immagini possono raccontare meglio certe situazioni e gli stati d’animo:

 

Andrea Agosto

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