IL DIBATTITO SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE

Lunedì 28 novembre 2016 le classi quarte e quinte del liceo e del tecnico dell’IIS Majorana di Moncalieri  hanno avuto l’ottima possibilità di ascoltare il dibattito tra due esponenti di diversi partiti, uno favorevole alle modifiche sulla COstituzione e l’altro no, in vista del prossimo referendum datato 4 dicembre. 

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Sì o no?

Questa domanda è il pensiero fisso di tanti cittadini italiani . Ormai, è un tormentone. Un vero dilemma, come “l’essere o non essere” di Amleto. Specialmente per noi, neo maggiorenni, è molto difficile cimentarsi nella nuova realtà che ci vede protagonisti nella politica. Forse iniziamo a capire che non siamo più bambini e che ci dobbiamo rimboccare le maniche informandoci per far la scelta giusta per il nostro futuro. Chiaramente ciò ci spaventa e ci mette in difficoltà, facendoci sentire fuori luogo, perché non siamo abituati a prenderci queste responsabilità.

In generale, gli italiani sono chiamati a votare un referendum costituzionale per approvare o respingere la riforma della costituzione della ministra Maria Elena Boschi, che ne è stata la promotrice insieme a Renzi e al suo governo.

Per spronarci a creare in noi giovani un desiderio di conoscenza, il nostro Istituto ha pensato bene di darci l’occasione di ascoltare un confronto tra due politici, ovviamente con opinioni diverse. Per il sì il relatore è il senatore Stefano Esposito  del PD (partito democratico), per il no il partecipante è il consigliere regionale Mauro Campo del M5S (movimento 5 stelle) e la figura del moderatore è rappresentata da Toti Musumeci, docente di diritto pubblico presso la facoltà di economia e commercio di Torino.

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Stefano Esposito e Mauro Campo

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Il dibattito ha preso forma con un discorso di entrambi, in cui ognuno esprimeva il proprio credo, di circa quindici minuti, permettendo cosí di lasciare ampio spazio  alle numerose domande degli alunni. Per far capire l’importanza di quesla-costituzioneta votazione, Musumeci ha sottolineato il fatto che questa modifica, se andasse in porto, riguarderebbe ben quarantasette articoli della seconda parte della Costituzione, dal bilanciamento del potere tra il senato e il parlamento all’abolizione delle province. Ha anche spiegato che non ci dobbiamo aspettare una legge perfetta, d’altronde noi umani siamo imperfetti,  ma ci dobbiamo aspettare che la situazione attuale almeno non peggiori. Inoltre, ha fatto notare che è una riforma costituzionale molto più di stampo politico, strategica e filosofica che non tecnica. Musumeci è stato bravo a mantenere la calma tra i due relatori, visto che gli animi si sono surriscaldati per una affermazione un po’ forte di Campo sulla magistratura e sulle sue scelte definite, con un gioco di parole, “scellerate”. Insomma, dopo ore di scambi di opinioni pacifici, anche un po’ di “azione” non guastava!

Ritornando serio, l’obiettivo esplicito di questo incontro era di renderci consapevoli su cosa si vota, con la coscienza pulita e con tutti i mezzi e le conoscenze che possiamo permetterci. Con me, l’obiettivo è stato pienamente raggiunto.

Purtroppo, visto la varietà di proposte di cambiamento, sarebbe stato l’ideale poter scegliere se promuovere o bocciare ogni singola modifica, ma ciò non può verificarsi, visto che la struttura del referendum prevede una risposta secca: sì o no.

Andrea Agosto

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