Generazioni a confronto nell’auditorium RAI di Torino

“Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”. Nella citazione tratta dal romanzo “Chiave a stella”, lo scrittore piemontese Primo Levi mostra una verità che non molti conoscono. Spesso l’uomo intraprende un’attività lavorativa perché costretto per esigenze economiche, per la sopravvivenza. Ma è sconfortante pensare che l’uomo trascorra la maggior parte del suo tempo a intraprendere un lavoro che non ama, esclusivamente come fonte di guadagno. Attualmente, in una realtà come quella italiana, dove la crisi ha preso il sopravvento, è ardua la trasformazione della propria passione in lavoro, e ci si rassegna ad accettare un’occupazione indipendentemente dal fatto che piaccia o meno. Il lavoro è una risorsa caratterizzata da scarsità, si tratta di un bene raro e il lavoro che piace è un lusso riservato a pochi. Tutto ciò getta le nuove generazioni nello sconforto.

Un messaggio di speranza  è stato lanciato in occasione della cerimonia di consegna dei premi della “Fedeltà al lavoro e per il progresso economico 2015”, presso l’Auditorium RAI “Arturo Toscanini” di Torino, domenica 27 novembre 2016. La manifestazione nasce per volontà della Camera di Commercio torinese ed è giunta immagine-2alla 64esima edizione al fine di donare un giusto riconoscimento a coloro che hanno contribuito con impegno costante alla crescita dell’economia locale come i lavoratori dipendenti in servizio o in pensione che hanno dedicato almeno 35 anni di attività alla stessa azienda, gli imprenditori che hanno gestito un’impresa da almeno 35 anni o hanno ereditato e continuato un’attività imprenditoriale con più di 50 anni di vita. Il premio viene dato anche a chi ha svolto un’attività sia come lavoratore dipendente sia come imprenditore per almeno 35 anni. Sono uomini e donne che hanno vissuto momenti di sconforto ma che hanno sempre e comunque amato il loro lavoro. In questa circostanza si può osservare nel loro sguardo soddisfazione e commozione. Inoltre, nell’ambito della cerimonia la Giunta della Camera di Commercio ha voluto istituire un riconoscimento per tutti gli studenti degli istituti superiori tecnici e professionali, che si sono diplomati con i punteggi pari a 100/100 e lode. È sono proprio gli studenti ad essere i destinatari dei messaggi rivolti da quei lavoratori premiati per la Fedeltà al lavoro,che ribadiscono come sia necessario riacquistare la fiducia necessaria per guardare al domani, a un futuro a colori anche se non sarà facile, e vi sarà la necessità di rimboccarsi le maniche. Ma la domanda potrebbe sporgere spontanea. Perché la premiazione non è rivolta anche a studenti liceali? Il liceo è stato da sempre considerato come scuola di élite, a cui facevano accesso gli studenti particolarmente meritevoli e orientati alla prosecuzione degli studi universitari; gli istituti tecnici e quelli professionali esclusivamente riservati a coloro che non amavano studiare. Non è così. Non devono essere considerati come scuole di secondo piano, ma, al contrario, una valida scelta perché la formazione tecnico-professionalizzante permette sia di acquisire un bagaglio di conoscenze pronte ad essere applicate sul campo,sia di proseguire con qualsiasi percorso di studi. È in virtù di queste considerazioni che la Camera di Commercio ha voluto introdurre un premio riservato agli studenti particolarmente meritevoli già pronti ad un inserimento nel mondo del lavoro. La scelta delle scuole superiori non può essere legata a pregiudizi  o alla mancanza di informazioni. Si ha la certezza, tuttavia, che nessuna scuola è in grado di garantire un futuro e come molto dipenda dai risultati che gli studenti riescono ad ottenere. È necessaria la passione e la tenacia nel portare a termine gli obiettivi prefissati. Queste sono le doti che appartengono a una donna insignita del titolo di “Torinese dell’anno”: Evellina Christillin. Una donna che può essere d’esempio per molti giovani. Ha contribuito fortemente al percorso di crescente visibilità del nostro territorio, oggi meta turistica internazionale: dal sogno dei Giochi Olimpici invernali diventato realtà nel 2immagine-1006, al traguardo raggiunto dal Teatro Stabile, riconosciuto sotto la sua guida “Teatro Nazionale”, fino al processo di rinnovamento e ai record del Museo Egizio di cui è Presidente. Il suo impegno è stato apprezzato a livello italiano, con la nomina del Governo a Presidente dell’Agenzia Nazionale del Turismo, e recentemente anche a livello internazionale, quando la Federazione mondiale del calcio l’ha eletta per acclamazione nel suo Consiglio. È una donna che è riuscita a cogliere le opportunità che la vita le ha offerto e a concretizzare i suoi sogni con entusiasmo e determinazione.

Le nuove generazioni devono sfatare i falsi miti come quello del voler ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, non devono mai stancarsi di ricercare ciò che permetta loro di sentirsi realizzati e soddisfatti, è un modo per esserlo è trovare quel lavoro ideale, per il quale si sono compiuti gli studi o al quale si ambiva già da piccoli: solo così il lavoro può essere la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla Terra.

Debora Iocca

Ex alunna. Esame di Stato 2016. Classe V B

 

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